Vai al contenuto

Il registro dei corrispettivi nella ristorazione: guida pratica

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il 02/07/2026 7 min di lettura

Cos’è il registro dei corrispettivi

Il registro dei corrispettivi è il documento in cui vengono annotati giornalmente gli incassi derivanti dalle vendite al dettaglio e dalla somministrazione di alimenti e bevande. Per i ristoranti, rappresenta storicamente lo strumento principale di registrazione contabile delle vendite effettuate ai clienti finali.

Con l’introduzione dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi (D.Lgs. 127/2015), il registro cartaceo ha perso la sua centralità, ma non è del tutto scomparso dalla vita del ristoratore.

Registro cartaceo e trasmissione telematica: le differenze

È importante chiarire il rapporto tra i due strumenti:

Trasmissione telematica (obbligatoria)

  • Avviene automaticamente tramite il registratore telematico (RT)
  • I dati vengono inviati all’Agenzia delle Entrate in formato elettronico
  • Il registratore genera il documento commerciale per il cliente
  • La trasmissione deve avvenire entro 12 giorni dalla data dell’operazione

Registro cartaceo dei corrispettivi

  • Resta obbligatorio come registro di emergenza in caso di guasto del registratore telematico
  • È ancora utilizzato dai soggetti in regime di esenzione (rari nella ristorazione)
  • Può essere mantenuto come strumento gestionale interno per il monitoraggio degli incassi

Come compilare correttamente il registro

La compilazione del registro dei corrispettivi deve seguire regole precise:

  1. Annotazione giornaliera: gli incassi devono essere registrati giorno per giorno, senza accorpamenti settimanali o mensili
  2. Suddivisione per aliquota IVA: i corrispettivi devono essere distinti per aliquota applicata (10% per la somministrazione, 22% per alcune bevande alcoliche, 4% per determinati prodotti alimentari)
  3. Totale giornaliero: al termine di ogni giornata, calcolare e annotare il totale degli incassi
  4. Giorni di chiusura: annotare la dicitura “chiuso” o barrare i giorni in cui il locale non è operativo

Casi particolari nella ristorazione

Incassi con POS e carte di credito

Gli incassi tramite POS devono essere registrati per l’importo totale, senza scorporare le commissioni bancarie. Le commissioni saranno registrate separatamente come costi.

Buoni pasto e ticket restaurant

I buoni pasto rappresentano un caso particolare: l’incasso va registrato al momento dell’accettazione del buono, non al momento del rimborso da parte della società emittente. L’IVA deve essere calcolata sull’importo nominale del buono.

Sconti e abbuoni

Gli sconti devono essere documentati e registrati. Lo sconto incondizionato va applicato direttamente sull’importo del documento commerciale, mentre lo sconto condizionato richiede una nota di variazione successiva.

Conservazione e obblighi fiscali

Il registro dei corrispettivi deve essere conservato per un periodo minimo di 10 anni dalla data dell’ultima registrazione, sia in formato cartaceo che digitale. In caso di accertamento fiscale, l’Agenzia delle Entrate può richiedere l’esibizione del registro e confrontarlo con i dati trasmessi telematicamente.

Mantenere un registro dei corrispettivi accurato, anche in epoca di trasmissione telematica, è una buona pratica gestionale che aiuta il ristoratore a monitorare l’andamento degli incassi e a individuare eventuali anomalie.

Ti è stata utile questa guida?

Ricevi una guida pratica a settimana, gratis.

Altre guide dalla stessa categoria

Guide correlate da altre categorie