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Etichettatura allergeni nel menu: cosa dice la legge

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il 02/07/2026 7 min di lettura

Il quadro normativo sugli allergeni nella ristorazione

Il Regolamento UE 1169/2011, recepito in Italia dal D.Lgs. 231/2017, stabilisce l’obbligo per tutti gli operatori del settore alimentare, inclusi i ristoranti, di fornire ai consumatori informazioni chiare e precise sulla presenza di sostanze allergeniche nei piatti serviti.

Questo obbligo si applica a qualsiasi attività di somministrazione: ristoranti, trattorie, pizzerie, bar, pub, mense aziendali e scolastiche, servizi di catering e delivery.

I 14 allergeni obbligatori

La normativa individua 14 categorie di sostanze allergeniche che devono essere sempre comunicate al cliente:

  1. Cereali contenenti glutine (grano, segale, orzo, avena, farro, kamut)
  2. Crostacei e prodotti a base di crostacei
  3. Uova e prodotti a base di uova
  4. Pesce e prodotti a base di pesce
  5. Arachidi e prodotti a base di arachidi
  6. Soia e prodotti a base di soia
  7. Latte e prodotti a base di latte (incluso il lattosio)
  8. Frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci, pistacchi, ecc.)
  9. Sedano e prodotti a base di sedano
  10. Senape e prodotti a base di senape
  11. Semi di sesamo e prodotti a base di sesamo
  12. Anidride solforosa e solfiti (in concentrazioni superiori a 10 mg/kg)
  13. Lupini e prodotti a base di lupini
  14. Molluschi e prodotti a base di molluschi

Come indicare gli allergeni nel menu

La legge prevede diverse modalità per comunicare la presenza di allergeni:

  • Indicazione scritta nel menu: accanto a ogni piatto, con simboli, numeri o icone che rimandano a una legenda
  • Registro degli allergeni: un documento separato, consultabile dal cliente su richiesta, che elenca gli ingredienti allergenici di ogni piatto
  • Comunicazione verbale: il personale di sala può informare il cliente oralmente, ma deve essere adeguatamente formato e deve esistere documentazione scritta di supporto

Buone pratiche per la gestione degli allergeni

Oltre agli obblighi minimi di legge, è consigliabile adottare queste misure:

  • Aggiornare il registro degli allergeni ogni volta che si modifica una ricetta o si cambia fornitore
  • Formare periodicamente tutto il personale (cucina e sala) sulla gestione degli allergeni
  • Predisporre procedure per evitare la contaminazione crociata durante la preparazione dei piatti
  • Conservare le schede tecniche dei prodotti acquistati dai fornitori

Sanzioni previste

Il D.Lgs. 231/2017 prevede sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 3.000 a 24.000 euro per la violazione degli obblighi di informazione sugli allergeni. In caso di danno alla salute del consumatore, si configurano anche responsabilità penali.

Investire nella corretta gestione degli allergeni è quindi non solo un obbligo legale, ma una tutela fondamentale per la sicurezza dei clienti e per la reputazione del locale.

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