Il quadro normativo sugli allergeni nella ristorazione
Il Regolamento UE 1169/2011, recepito in Italia dal D.Lgs. 231/2017, stabilisce l’obbligo per tutti gli operatori del settore alimentare, inclusi i ristoranti, di fornire ai consumatori informazioni chiare e precise sulla presenza di sostanze allergeniche nei piatti serviti.
Questo obbligo si applica a qualsiasi attività di somministrazione: ristoranti, trattorie, pizzerie, bar, pub, mense aziendali e scolastiche, servizi di catering e delivery.
I 14 allergeni obbligatori
La normativa individua 14 categorie di sostanze allergeniche che devono essere sempre comunicate al cliente:
- Cereali contenenti glutine (grano, segale, orzo, avena, farro, kamut)
- Crostacei e prodotti a base di crostacei
- Uova e prodotti a base di uova
- Pesce e prodotti a base di pesce
- Arachidi e prodotti a base di arachidi
- Soia e prodotti a base di soia
- Latte e prodotti a base di latte (incluso il lattosio)
- Frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci, pistacchi, ecc.)
- Sedano e prodotti a base di sedano
- Senape e prodotti a base di senape
- Semi di sesamo e prodotti a base di sesamo
- Anidride solforosa e solfiti (in concentrazioni superiori a 10 mg/kg)
- Lupini e prodotti a base di lupini
- Molluschi e prodotti a base di molluschi
La legge prevede diverse modalità per comunicare la presenza di allergeni:
- Indicazione scritta nel menu: accanto a ogni piatto, con simboli, numeri o icone che rimandano a una legenda
- Registro degli allergeni: un documento separato, consultabile dal cliente su richiesta, che elenca gli ingredienti allergenici di ogni piatto
- Comunicazione verbale: il personale di sala può informare il cliente oralmente, ma deve essere adeguatamente formato e deve esistere documentazione scritta di supporto
Buone pratiche per la gestione degli allergeni
Oltre agli obblighi minimi di legge, è consigliabile adottare queste misure:
- Aggiornare il registro degli allergeni ogni volta che si modifica una ricetta o si cambia fornitore
- Formare periodicamente tutto il personale (cucina e sala) sulla gestione degli allergeni
- Predisporre procedure per evitare la contaminazione crociata durante la preparazione dei piatti
- Conservare le schede tecniche dei prodotti acquistati dai fornitori
Sanzioni previste
Il D.Lgs. 231/2017 prevede sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 3.000 a 24.000 euro per la violazione degli obblighi di informazione sugli allergeni. In caso di danno alla salute del consumatore, si configurano anche responsabilità penali.
Investire nella corretta gestione degli allergeni è quindi non solo un obbligo legale, ma una tutela fondamentale per la sicurezza dei clienti e per la reputazione del locale.