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Prove di evacuazione e piano antincendio nel ristorante: obblighi e organizzazione

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il 02/07/2026 10 min di lettura

La sicurezza antincendio non è opzionale

Un ristorante concentra in pochi metri quadri fiamme libere (fornelli, forni, griglie), impianti elettrici sotto sforzo, materiali combustibili (carta, tessuti, oli) e decine di persone tra clienti e personale. Il rischio incendio è concreto e la normativa italiana lo affronta con obblighi precisi.

Il D.M. 2 settembre 2021 (aggiornamento del D.M. 10 marzo 1998) e il D.Lgs. 81/2008 impongono a tutti i datori di lavoro — ristoratori inclusi — di valutare il rischio incendio, predisporre un piano di emergenza e formare il personale.

Valutazione del rischio incendio

Il primo passo è la valutazione del rischio incendio, che deve essere inclusa nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) aziendale. La valutazione classifica il locale in base al livello di rischio:

  • Livello 1 (basso): locali piccoli con poche persone e materiali poco combustibili
  • Livello 2 (medio): la maggior parte dei ristoranti rientra qui
  • Livello 3 (alto): locali con più di 100 persone presenti contemporaneamente, o soggetti al Certificato di Prevenzione Incendi

La valutazione determina gli obblighi conseguenti: tipo di estintori, segnaletica, vie di fuga, formazione del personale e frequenza delle prove di evacuazione.

Piano di emergenza ed evacuazione

Ogni ristorante con più di 10 lavoratori, o soggetto al controllo dei Vigili del Fuoco, deve avere un piano di emergenza scritto. Ma anche i locali più piccoli, pur non essendo obbligati alla forma scritta, devono avere procedure chiare e condivise.

Il piano deve includere:

  • Planimetria del locale con indicazione delle vie di fuga, delle uscite di emergenza e della posizione degli estintori
  • Procedure da seguire in caso di incendio: chi dà l'allarme, chi chiama i soccorsi, chi guida l'evacuazione
  • Punto di raccolta esterno dove riunirsi dopo l'evacuazione
  • Nominativi degli addetti antincendio e primo soccorso designati

La planimetria deve essere esposta in posizioni visibili all'interno del locale (tipicamente all'ingresso e vicino alle uscite di emergenza).

Addetti antincendio: formazione obbligatoria

Il datore di lavoro deve designare uno o più addetti antincendio tra i propri dipendenti. Questi lavoratori devono frequentare un corso di formazione specifico:

  • Livello 1: 4 ore (teoria + pratica con estintori)
  • Livello 2: 8 ore (la maggior parte dei ristoranti)
  • Livello 3: 16 ore (locali ad alto rischio)

Il corso è erogato da enti accreditati e deve essere aggiornato periodicamente (ogni 2, 3 o 5 anni a seconda del livello). Il costo va dai 60 ai 250 euro per persona.

Gli addetti devono essere presenti durante tutti i turni di apertura: se il ristorante è aperto a pranzo e a cena, serve almeno un addetto antincendio formato per ciascun turno.

Prove di evacuazione: ogni quanto e come farle

La normativa non fissa una frequenza precisa per le prove di evacuazione nella maggior parte dei ristoranti (la frequenza annuale obbligatoria è prevista per scuole e locali con più di 1.000 persone). Tuttavia, il D.M. 2 settembre 2021 richiede che le procedure di emergenza siano «testate periodicamente».

La buona prassi, raccomandata dai Vigili del Fuoco e spesso richiesta in sede di ispezione, è di effettuare almeno una prova di evacuazione all'anno. Per i ristoranti con personale stagionale o ad alto ricambio, è consigliabile farla all'inizio di ogni stagione.

Come organizzare la prova:

  1. Scegliete un momento di chiusura al pubblico (prima dell'apertura del servizio)
  2. Simulate l'allarme: l'addetto antincendio dà il segnale
  3. Tutto il personale segue la procedura: spegne i fuochi, chiude il gas, guida l'evacuazione verso il punto di raccolta
  4. Verificate i tempi di evacuazione e le criticità (uscite bloccate, percorsi poco chiari, personale che non conosce il punto di raccolta)
  5. Documentate la prova: data, partecipanti, tempi, criticità emerse e azioni correttive

Estintori e dotazioni minime

Ogni ristorante deve avere estintori in numero e posizione adeguati. Come riferimento:

  • Almeno un estintore ogni 200 mq di superficie, con un minimo di 2 estintori
  • Estintori a polvere o CO2 da 6 kg (per i fuochi di classe A e B)
  • Un estintore specifico per fuochi di classe F (oli e grassi) vicino ai fornelli e alle friggitrici
  • Revisione semestrale degli estintori da parte di una ditta specializzata

Oltre agli estintori, i locali più grandi o soggetti a CPI devono avere: idranti, impianto di rilevazione fumi, luci di emergenza autonome, porte tagliafuoco sulle vie di fuga.

Documentazione da tenere in ordine

In caso di ispezione dei Vigili del Fuoco o dell'ASL, il ristoratore deve poter esibire:

  • DVR con valutazione del rischio incendio
  • Piano di emergenza (se obbligatorio in forma scritta)
  • Attestati di formazione degli addetti antincendio
  • Registro di manutenzione degli estintori
  • Verbali delle prove di evacuazione effettuate
  • CPI o SCIA antincendio (se il locale supera le soglie previste dal DPR 151/2011)

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Domande frequenti

Ogni quanto bisogna fare la prova di evacuazione nel ristorante?

La normativa non fissa una frequenza esatta per la maggior parte dei ristoranti, ma la buona prassi raccomandata dai Vigili del Fuoco è almeno una volta all'anno. Per i locali con personale stagionale, è consigliabile farla all'inizio di ogni stagione.

Quanti addetti antincendio servono in un ristorante?

Almeno uno per ogni turno di apertura. Se il ristorante è aperto a pranzo e a cena, servono come minimo due addetti antincendio formati. Devono aver frequentato un corso specifico di 4 o 8 ore a seconda del livello di rischio.

Che tipo di estintore serve vicino ai fornelli?

Vicino a fornelli e friggitrici serve un estintore specifico per fuochi di classe F, progettato per spegnere incendi di oli e grassi di cottura. Gli estintori a polvere standard (classe A-B) non sono adatti ai fuochi di grassi caldi.

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