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Aree fumatori esterne nei ristoranti: normativa, obblighi e allestimento

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il 02/07/2026 8 min di lettura

Il divieto di fumo nei locali di ristorazione

Dal 2005, con la Legge 3/2003 (cosiddetta «legge Sirchia»), è vietato fumare in tutti i locali chiusi aperti al pubblico, ristoranti inclusi. Il divieto si applica a sigarette tradizionali, sigari, pipe e — dal D.Lgs. 6/2016 — anche alle sigarette elettroniche nei locali dove è vietato fumare.

La legge prevede un'eccezione: è possibile allestire aree fumatori chiuse all'interno del locale, purché dotate di requisiti tecnici molto stringenti (ventilazione meccanica, pressione negativa, porte a chiusura automatica). Nella pratica, pochissimi ristoranti adottano questa soluzione per via dei costi e della complessità impiantistica.

Aree esterne: cosa dice la legge

Le aree esterne — dehors, giardini, terrazze scoperte, marciapiedi con tavolini — non rientrano nel divieto della legge Sirchia, a condizione che siano effettivamente all'aperto. Il criterio è la copertura: uno spazio è considerato «chiuso» quando ha un tetto (anche mobile, come un tendone) e pareti laterali che lo chiudono su almeno tre lati.

Questo significa che:

  • Un dehors completamente aperto sui lati: si può fumare
  • Un dehors con copertura e tre lati chiusi (ad esempio, vetrate laterali): vietato fumare, è assimilato a un locale chiuso
  • Un gazebo con solo il tetto e nessuna parete: si può fumare
  • Una veranda chiusa e riscaldata: vietato fumare

La distinzione non è sempre netta e dipende dalla configurazione specifica dello spazio. In caso di dubbio, è prudente applicare il divieto.

Regolamenti comunali: attenzione alle regole locali

Alcuni comuni italiani hanno introdotto ordinanze più restrittive rispetto alla legge nazionale. Ad esempio:

  • Milano (dal 2021): divieto di fumo anche all'aperto nelle aree di pertinenza delle fermate dei mezzi pubblici e, in prospettiva, in tutti i dehors
  • Torino: divieto di fumo nelle aree gioco dei parchi e nelle vicinanze degli ingressi degli edifici pubblici
  • Diverse località turistiche: ordinanze stagionali che vietano il fumo nelle aree esterne dei locali sul lungomare o nelle zone pedonali

Prima di consentire il fumo nel vostro dehors, verificate il regolamento del vostro Comune. Le ordinanze comunali possono imporre divieti aggiuntivi che prevalgono sulla disciplina nazionale.

Obblighi del ristoratore

Il titolare del locale è responsabile del rispetto del divieto di fumo. Gli obblighi sono:

  • Esporre i cartelli: il divieto di fumo deve essere indicato con cartelli conformi al modello previsto dalla legge (dimensioni minime, simbolo internazionale, riferimento normativo, indicazione della sanzione).
  • Vigilare: il ristoratore (o un suo incaricato) deve invitare chi fuma in area vietata a smettere e, in caso di rifiuto, segnalarlo alle autorità.
  • Attrezzare l'area esterna: se consentite il fumo all'esterno, è buona prassi (e in alcuni comuni obbligatorio) prevedere posacenere e una separazione visiva rispetto all'ingresso del locale.

Sanzioni

Le sanzioni per violazione del divieto di fumo colpiscono sia il fumatore sia il gestore del locale:

  • Per il fumatore: da 27,50 a 275 euro (raddoppiate se fuma in presenza di donne in gravidanza o bambini sotto i 12 anni)
  • Per il gestore che non fa rispettare il divieto o non espone i cartelli: da 220 a 2.200 euro. In caso di recidiva, può essere disposta la sospensione della licenza da uno a tre mesi.

Sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato

Le sigarette elettroniche sono soggette al divieto di fumo nei locali chiusi dove è vietato fumare (art. 24 D.Lgs. 6/2016), inclusi i ristoranti. All'aperto, salvo ordinanze comunali specifiche, il loro utilizzo è generalmente consentito.

I prodotti a tabacco riscaldato (come IQOS) seguono la stessa disciplina delle sigarette tradizionali: vietati nei locali chiusi, consentiti all'aperto dove non ci siano restrizioni comunali aggiuntive.

Consigli per l'allestimento dell'area fumatori esterna

Se decidete di consentire il fumo nel vostro spazio esterno, ecco alcuni accorgimenti pratici:

  • Posizionate i posacenere su ogni tavolo esterno o in punti strategici facilmente raggiungibili
  • Se possibile, separate visivamente l'area fumatori dall'ingresso del locale per evitare che il fumo entri quando si apre la porta
  • Prevedete una pulizia frequente dei posacenere e dell'area circostante: mozziconi a terra danno un'immagine pessima del locale
  • Informate il personale sulle regole vigenti nel vostro Comune, in modo che sappiano rispondere ai clienti che chiedono se possono fumare

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Domande frequenti

Si può fumare nel dehors del ristorante?

Dipende dalla configurazione: se il dehors è aperto sui lati, generalmente sì. Se ha copertura e pareti su almeno tre lati, è assimilato a un locale chiuso e vige il divieto. Verificate anche le ordinanze del vostro Comune, che possono introdurre divieti aggiuntivi.

Quali sanzioni rischia il ristoratore se un cliente fuma dentro il locale?

Il gestore che non fa rispettare il divieto di fumo rischia una sanzione da 220 a 2.200 euro. In caso di recidiva, può essere disposta la sospensione della licenza da uno a tre mesi.

Le sigarette elettroniche sono vietate nel ristorante?

Sì, nei locali chiusi le sigarette elettroniche sono soggette allo stesso divieto delle sigarette tradizionali (D.Lgs. 6/2016). All'aperto, il loro utilizzo è generalmente consentito, salvo ordinanze comunali specifiche.

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