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Checklist completa per aprire un ristorante o locale

di Redazione RistoratorePro.it Aggiornato a luglio 2026 30 min di lettura

1. Idea e business plan

Prima di qualsiasi passo burocratico, devi avere chiaro il concept del tuo locale e un business plan credibile. Non serve un documento da 50 pagine, ma deve rispondere a queste domande:

  • Che tipo di locale? Ristorante tradizionale, pizzeria, fast casual, bistrot, wine bar, poke/bowl, dark kitchen?
  • Chi è il tuo cliente ideale? Fascia d'età, potere d'acquisto, abitudini (pranzo lavorativo, cena romantica, famiglia).
  • Cosa ti differenzia? In una città con 200 ristoranti, perché dovrebbero venire da te?
  • Quanto costa aprire? Budget totale realistico, suddiviso per voci.
  • Quando raggiungi il pareggio? Stima dei ricavi mensili vs costi fissi e variabili.

Usa il nostro calcolatore costo apertura per stimare il budget e il calcolatore break-even per capire quanti coperti servono per andare in pari.

Checklist fase 1

  • Concept del locale definito per iscritto
  • Analisi della concorrenza nella zona
  • Business plan con proiezioni a 12-24 mesi
  • Budget di apertura stimato (usa il calcolatore)
  • Fonti di finanziamento identificate (risparmi, prestito, soci, bandi)

2. Forma giuridica e costituzione

La scelta della forma giuridica impatta su tasse, responsabilità e costi di gestione:

  • Ditta individuale: più semplice e meno costosa da aprire (~500-1.000€ dal commercialista). Il titolare risponde con il patrimonio personale. Adatta per locali molto piccoli gestiti dal proprietario.
  • S.r.l. (società a responsabilità limitata): la scelta più comune per la ristorazione. Responsabilità limitata al capitale versato. Costi di costituzione: 2.000-4.000€. Capitale minimo: 1€ (S.r.l. semplificata) o 10.000€ (ordinaria).
  • S.r.l.s. (semplificata): come la S.r.l. ma senza atto notarile a pagamento e capitale minimo di 1€. Limiti: i soci devono essere persone fisiche.
  • S.n.c. / S.a.s.: società di persone, meno usate nella ristorazione moderna. I soci accomandatari rispondono illimitatamente.

Checklist fase 2

  • Scelta della forma giuridica (consultare un commercialista)
  • Atto costitutivo e statuto (per società)
  • Apertura P.IVA e codice ATECO (56.10.11 per ristoranti, 56.10.30 per gelaterie, ecc.)
  • Iscrizione al Registro Imprese (Camera di Commercio)
  • Apertura posizione INPS e INAIL
  • Scelta del commercialista

3. Burocrazia e autorizzazioni

La parte più complessa dell'apertura. Ogni Comune ha le sue specificità, ma queste sono le autorizzazioni necessarie ovunque in Italia:

  • SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): da presentare al SUAP del Comune almeno 30 giorni prima dell'apertura. È il documento principale che autorizza l'attività.
  • Requisiti professionali: almeno uno tra diploma alberghiero, corso SAB (ex REC), o 2 anni di esperienza nel settore negli ultimi 5 anni. Obbligatorio per il titolare o il preposto.
  • Corso HACCP: obbligatorio per tutti coloro che manipolano alimenti. Costo: 50-150€ per persona, durata 6-12 ore.
  • Certificato di agibilità: il locale deve avere l'agibilità per uso commerciale/ristorativo.
  • Certificato prevenzione incendi: obbligatorio se il locale supera determinati parametri (capienza, potenza termica, superficie).
  • Autorizzazione ASL: il locale deve rispettare i requisiti igienico-sanitari previsti dal Regolamento CE 852/2004.
  • Occupazione suolo pubblico: se prevedi tavoli all'esterno, serve un'autorizzazione comunale (COSAP o canone patrimoniale).
  • Licenza per somministrazione di alcolici: inclusa nella SCIA, ma con requisiti aggiuntivi.
  • SIAE: se diffondi musica nel locale (anche di sottofondo), serve la licenza SIAE + SCF.

Checklist fase 3

  • Verifica requisiti professionali (SAB/REC o equivalente)
  • Corso HACCP per titolare e personale
  • Verifica destinazione d'uso del locale (deve essere commerciale)
  • Certificato di agibilità
  • Progetto di conformità igienico-sanitaria (tecnico abilitato)
  • SCIA al SUAP
  • Certificato prevenzione incendi (se necessario)
  • Autorizzazione occupazione suolo (se tavoli esterni)
  • Licenza SIAE + SCF
  • Assicurazione RC verso terzi

4. Scelta e allestimento del locale

La location determina il 50% del successo di un ristorante. Ecco cosa valutare:

  • Passaggio pedonale e visibilità: conta soprattutto per pranzo e take away. Per la cena, i clienti si spostano anche in zone meno centrali.
  • Parcheggio: fondamentale fuori dalle grandi città.
  • Superficie: calcola 1,5-2 mq per coperto (sala) + cucina almeno il 30-40% della sala.
  • Canone di affitto: non dovrebbe superare il 8-12% del fatturato previsto.
  • Stato dei locali: un locale già adibito a ristorazione costa molto meno da allestire (impianti, cappe, scarichi già presenti).
  • Contratto: durata 6+6 per attività commerciale. Negozia periodi di franchigia durante i lavori.

Allestimento: voci di costo principali

  • Lavori edili e impiantistici: 300-800€/mq
  • Cucina professionale completa: 15.000-80.000€
  • Arredamento sala: 200-600€ per coperto
  • Impianto di climatizzazione: 5.000-20.000€
  • Insegna e grafica: 2.000-8.000€
  • Sistema cassa e POS: 1.000-5.000€

5. Fornitori e attrezzature

Non scegliere il primo fornitore che capita. Confronta almeno 3 preventivi per ogni categoria:

  • Materie prime: grossisti, mercato ortofrutticolo, produttori locali, piattaforme B2B. Negozia sempre pagamenti a 30-60 giorni.
  • Bevande: distributori di bevande (Partesa, Doreca, ecc.) offrono spesso attrezzature in comodato (spillatrici, frigo) in cambio di contratti di fornitura.
  • Attrezzature cucina: valuta anche l'usato professionale (aste fallimentari, rivenditori specializzati). Una cucina usata in buono stato costa il 40-60% in meno.
  • Monouso e detergenza: voce sottovalutata che pesa il 2-4% del fatturato.

Checklist fase 5

  • Almeno 3 preventivi per materie prime
  • Contratto bevande con condizioni di comodato
  • Attrezzature cucina (nuove o usate certificate)
  • Software gestionale e cassa (confronta qui)
  • POS per pagamenti elettronici
  • Sistema di prenotazione
  • Fornitore monouso e detergenza
  • Lavanderia per tovagliato (se necessario)

6. Personale

Il personale è il costo più alto dopo le materie prime (25-35% del fatturato). Pianifica con attenzione:

  • Cucina: 1 cuoco ogni 20-30 coperti a servizio. Più un lavapiatti se superi i 40 coperti.
  • Sala: 1 cameriere ogni 15-25 coperti (dipende dal tipo di servizio).
  • CCNL Turismo: il contratto collettivo di riferimento. Costo aziendale = circa 1,4-1,5x lo stipendio lordo.
  • Tempi: inizia a cercare almeno 2-3 mesi prima dell'apertura. La carenza di personale nella ristorazione è cronica.

Checklist fase 6

  • Organigramma con ruoli e turni
  • Budget personale mensile (usa il CCNL Turismo come riferimento)
  • Annunci di lavoro pubblicati
  • Colloqui e selezione
  • Contratti di assunzione (consulente del lavoro)
  • Formazione HACCP per tutto il personale
  • Divise e DPI

Il menu è il tuo strumento di vendita principale. Progettalo con criteri economici, non solo gastronomici:

  • Numero piatti: 25-35 referenze per un ristorante tradizionale, 15-20 per un fast casual. Meno piatti = meno sprechi, meno scorte, più qualità.
  • Food cost target: 28-33% medio. Calcola il food cost di ogni piatto prima di fissare il prezzo (usa il calcolatore food cost).
  • Prezzi: non arrotondare a caso. Il prezzo deve derivare dal food cost target. Un piatto che costa 3,50€ di materie prime con food cost target del 30% va venduto a 11,67€ (arrotondi a 12€).
  • Ricette standardizzate: scrivi la ricetta di ogni piatto con grammature precise. È l'unico modo per controllare il food cost reale.

8. Marketing e lancio

Non aspettare il giorno dell'apertura per farti conoscere. Inizia almeno 4-6 settimane prima:

  • Google Business Profile: crea la scheda prima dell'apertura con foto del locale in allestimento, data di apertura prevista, menu.
  • Instagram: documenta i lavori, presenta il team, anticipa il menu. Obiettivo: avere già 500-1.000 follower locali il giorno dell'apertura.
  • Soft opening: 1-2 settimane di "pre-apertura" solo su invito (amici, familiari, influencer locali). Serve a rodare il servizio senza la pressione dei clienti paganti.
  • Piattaforme: iscriviti su TheFork, TripAdvisor, Google Maps dal giorno 1.
  • Sito web: anche una singola pagina con menu, orari, indirizzo e numero di telefono. Deve essere mobile-first.

Checklist fase 8

  • Logo e identità visiva
  • Google Business Profile creato
  • Profilo Instagram attivo
  • Sito web (anche una landing page)
  • Iscrizione su TheFork, TripAdvisor
  • Evento di soft opening pianificato
  • Comunicato stampa locale (opzionale)
  • Menu stampato e digitale pronto

9. Gestione finanziaria dal giorno 1

Molti locali chiudono non perché non hanno clienti, ma perché non controllano i numeri. Dal primo giorno:

  • Monitora il food cost settimanalmente — confronta acquisti e fatturato.
  • Monitora il costo del personale — deve stare sotto il 30-35% del fatturato.
  • Calcola il break-even — sai esattamente quanti coperti servono per coprire i costi (calcolatore break-even).
  • Separa i conti: un conto corrente dedicato all'attività, mai mescolare con le finanze personali.
  • Riserva di liquidità: tieni sempre almeno 2-3 mesi di costi fissi come riserva.

10. I 10 errori più costosi

  1. Sottovalutare il budget: aggiungi sempre il 20-30% al preventivo iniziale per imprevisti.
  2. Scegliere la location sbagliata: un affitto basso in una zona senza passaggio è un falso risparmio.
  3. Menu troppo ampio: più piatti = più sprechi, più scorte, più errori.
  4. Non calcolare il food cost: fissare i prezzi “a sensazione” è la via più rapida per perdere margine.
  5. Assumere troppo personale subito: parti snello, aggiungi quando il volume lo giustifica.
  6. Ignorare il marketing pre-apertura: il giorno dell'apertura devi già avere clienti che ti aspettano.
  7. Non avere un commercialista specializzato: la ristorazione ha specificità fiscali (corrispettivi, IVA agevolata su alcuni prodotti).
  8. Trascurare la formazione del personale: un cameriere non formato costa più di quanto credi in recensioni negative.
  9. Non monitorare i numeri: se non sai il tuo food cost effettivo, non puoi sapere se stai guadagnando.
  10. Aprire senza riserva di liquidità: i primi 3-6 mesi sono quasi sempre in perdita. Devi avere i fondi per resistere.

Strumenti utili

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