Il mercato plant-based in Italia: numeri e tendenze
Secondo il rapporto Eurispes 2025, circa il 8,9% degli italiani si dichiara vegetariano o vegano, ma la percentuale di chi sceglie piatti senza carne almeno una volta a settimana supera il 30%. Questo significa che l’offerta plant-based non si rivolge solo a una nicchia, ma a un pubblico molto più ampio di quanto si pensi.
Per i ristoratori, questo trend rappresenta un’opportunità concreta: le materie prime vegetali hanno generalmente un costo inferiore del 30-50% rispetto a carne e pesce, permettendo margini superiori a parità di prezzo di vendita.
Evitare l’approccio “per esclusione”
L’errore più comune è proporre piatti vegetariani come versioni impoverite di ricette tradizionali (la pasta senza il ragù, l’insalata come unica opzione). I piatti plant-based devono essere pensati e progettati come tali, con identità e sapore propri.
Strategie vincenti
- Valorizza la tradizione italiana: molti piatti regionali sono naturalmente vegetariani (pappa al pomodoro, caponata, ribollita, panzanella)
- Sperimenta con proteine vegetali: legumi, tofu artigianale, seitan, tempeh possono creare piatti sorprendenti
- Investi nelle verdure come protagoniste: un cavolfiore arrosto intero o una melanzana alla brace possono essere piatti principali straordinari
- Non relegare in fondo al menu: integra le opzioni vegetariane in ogni sezione (antipasti, primi, secondi)
Analisi dei margini: confronto con i piatti tradizionali
Ecco un confronto indicativo dei margini:
- Risotto agli asparagi: food cost circa 18-22%, margine lordo elevato
- Burger vegetale gourmet: food cost circa 20-25%, competitivo con il burger di carne
- Bowl di cereali e verdure: food cost circa 15-20%, tra i più redditizi del menu
- Dessert vegano: food cost circa 12-18%, margine eccellente se ben presentato
In media, i piatti plant-based generano un margine lordo superiore del 10-15% rispetto ai piatti a base di proteine animali.
Comunicare l’offerta plant-based
La comunicazione è fondamentale per il successo di questa strategia:
- Usa icone chiare nel menu per identificare piatti vegetariani (V) e vegani (VG)
- Evita di creare una sezione separata “menu vegetariano” che rischia di ghettizzare l’offerta
- Racconta nel menu la provenienza delle verdure e dei prodotti utilizzati
- Forma il personale di sala per suggerire piatti plant-based anche ai clienti onnivori
- Promuovi sui social con foto accattivanti che mostrino il valore estetico dei piatti