Perché la stagionalità è prima di tutto una questione di acquisti
Molti locali cambiano il menu per stagione pensando principalmente alla cucina: piatti più leggeri d'estate, più corposi d'inverno. Ma il cambio stagionale che funziona davvero parte dal magazzino e dai fornitori, non dal piatto finito. Se non si pianifica con anticipo cosa si potrà acquistare, a quale prezzo e con quale continuità, il menu rischia di essere scritto su ingredienti che poi mancano o costano il doppio nelle settimane di passaggio.
Un calendario stagionale utile non elenca solo i prodotti di stagione, ma anche le finestre di disponibilità reale sul territorio e i momenti in cui i prezzi tendono a salire per scarsità, cioè inizio e fine stagione di un prodotto. Vale la pena costruirlo insieme al fornitore principale, non da soli guardando un elenco generico: chi vende sa meglio di chiunque altro quando un prodotto sarà abbondante e quando invece sarà scarso e caro.
Anticipare gli ordini per i prodotti critici
Alcuni ingredienti stagionali, come tartufo, primizie o pesce di determinate stagioni, richiedono ordini con settimane di anticipo o accordi di fornitura dedicati. Aspettare l'ultima settimana per cercarli significa quasi sempre pagarli di più o non trovarli affatto.
Testare prima di mettere a menu fisso
Prima di stampare il nuovo menu, ha senso proporre un piatto stagionale come fuori carta per due o tre settimane. Questo permette di verificare i tempi di preparazione reali in servizio, il gradimento della clientela e la tenuta del food cost, senza il vincolo di doverlo mantenere per tutta la stagione se qualcosa non funziona.
Ridurre gli sprechi legati al cambio stagione
Il momento più delicato non è la stagione piena, ma il passaggio da un menu all'altro: è lì che restano scorte dell'ingrediente della stagione precedente e si rischia di doverle smaltire in perdita. Alcune pratiche aiutano:
- Ridurre gli ordini dell'ingrediente in uscita nelle due settimane precedenti al cambio menu, non tagliarli di colpo il giorno del passaggio.
- Prevedere un piatto di transizione che utilizzi gli ultimi ingredienti della stagione uscente insieme ai primi di quella entrante.
- Coinvolgere la cucina nella decisione di quando davvero cambiare, non solo la direzione: chi cucina sa meglio quando un prodotto sta calando di qualità.
Il food cost di un piatto stagionale va ricalcolato a ogni cambio di prezzo del fornitore, non solo all'introduzione del piatto: un ingrediente che a inizio stagione costa poco può raddoppiare nelle ultime settimane.
Comunicare il cambio al team, non solo ai clienti
Il nuovo menu stagionale va presentato allo staff di sala con largo anticipo rispetto all'apertura del servizio, con assaggi reali e non solo con la lista degli ingredienti scritta sulla carta. Un cameriere che non ha mai assaggiato il piatto fatica a consigliarlo con convinzione, e questo si vede immediatamente al tavolo.
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