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Packaging per asporto e delivery: come scegliere senza sprecare margine

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il 02/07/2026 9 min di lettura

Perché il packaging conta più di quanto pensi

Il contenitore in cui arriva il cibo è il primo contatto fisico del cliente con il tuo ristorante quando ordina in asporto o delivery. Un packaging inadeguato — che lascia uscire i condimenti, non mantiene la temperatura, o si rompe durante il trasporto — annulla tutto il lavoro fatto in cucina.

Al tempo stesso, il packaging è una voce di costo che molti ristoratori sottovalutano. Su un piatto venduto a 12 euro in delivery, il packaging può incidere dal 3% al 10% del prezzo, a seconda dei materiali scelti. Su volumi alti, la differenza tra un contenitore da 0,30 euro e uno da 0,80 euro si traduce in migliaia di euro l'anno.

Tipologie di materiali

Plastica PP (polipropilene)

Economica, resistente, adatta al microonde. È il materiale più usato per i contenitori da delivery. Pro: costo basso (0,15-0,30 euro a pezzo), chiusura ermetica, resistenza termica. Contro: non è compostabile, impatto ambientale percepito negativo.

Carta e cartoncino

Più sostenibile e con una presentazione migliore. Pro: riciclabile, buona immagine, personalizzabile (stampa il tuo logo). Contro: non impermeabile (serve rivestimento interno per piatti liquidi), costo medio-alto (0,30-0,60 euro), meno resistente.

Bagassa (polpa di canna da zucchero)

Materiale compostabile, robusto, adatto ai cibi caldi. Pro: compostabile, buona tenuta termica, presentazione premium. Contro: costo più alto (0,40-0,80 euro), disponibilità meno capillare.

Alluminio

Ideale per la cottura in forno e il riscaldamento. Pro: mantiene bene il calore, riciclabile all'infinito, economico (0,20-0,40 euro). Contro: non adatto al microonde, aspetto meno premium.

Come scegliere in base al tipo di cucina

  • Pizza: cartone ondulato con fori di areazione. Il costo del cartone pizza incide pochissimo, ma la qualità fa enorme differenza sulla croccantezza della base.
  • Poke, insalate, bowl: contenitori in carta con coperchio trasparente. Il cliente deve vedere il contenuto.
  • Piatti caldi con sugo: PP o alluminio con coperchio a pressione. L'impermeabilità è fondamentale.
  • Sushi: vassoi neri in PET con coperchio trasparente. La presentazione è tutto.
  • Dolci: scatole in cartoncino con finestra. Protezione dalla schiacciatura e visibilità del prodotto.

Il costo reale del packaging: calcolo pratico

Per calcolare il costo reale del packaging su ogni ordine, considera tutti gli elementi:

  • Contenitore principale: 0,20-0,80 euro
  • Coperchio (se separato): 0,05-0,15 euro
  • Busta o sacchetto: 0,10-0,30 euro
  • Posate monouso (se incluse): 0,05-0,10 euro
  • Tovaglioli: 0,02-0,05 euro
  • Salse in bustina: 0,05-0,10 euro cad.

Totale per ordine: 0,50-1,50 euro. Su un ordine medio di 20 euro, è il 2,5-7,5% del fatturato. Tienine conto nel calcolo del food cost dei piatti delivery.

Personalizzazione: investimento o spreco?

Stampare il logo sul packaging costa un sovrapprezzo del 20-40% rispetto ai contenitori bianchi generici. Vale la pena? Dipende dal volume: se fai 50+ ordini delivery al giorno, il packaging personalizzato diventa un canale di marketing (il sacchetto col tuo logo gira per il quartiere). Se fai 5 ordini al giorno, il sovrapprezzo non si giustifica.

Un compromesso: usa adesivi con il tuo logo da applicare su packaging generico. Costi bassi, identità comunque presente.

Normative sulla plastica monouso

La direttiva europea SUP (Single-Use Plastics) ha vietato alcuni prodotti in plastica monouso (posate, piatti, cannucce, contenitori in polistirolo espanso per alimenti). Verifica che i tuoi fornitori siano aggiornati e non rischiare sanzioni usando materiali non conformi.

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Domande frequenti

Quanto incide il packaging sul costo di un ordine delivery?

Il packaging completo (contenitore, coperchio, busta, posate, tovaglioli) costa tra 0,50 e 1,50 euro per ordine, pari al 2,5-7,5% di un ordine medio da 20 euro.

È obbligatorio usare packaging compostabile?

No, non c'è un obbligo generalizzato di usare packaging compostabile. La normativa SUP vieta specifici prodotti in plastica monouso (posate, piatti, contenitori in polistirolo espanso), ma non impone il compostabile per tutti i contenitori.

Come ridurre i costi del packaging senza peggiorare la qualità?

Acquista in grandi quantità per ottenere sconti volume, standardizza i formati (meno tipologie = prezzi migliori), valuta l'alluminio (economico e riciclabile) per i piatti caldi e usa adesivi personalizzati invece di packaging stampato.

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