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Metodi di valutazione dell'inventario: quale scegliere per il tuo locale

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il 02/07/2026 9 min di lettura

Perché la valutazione dell'inventario conta

Ogni mese, quando calcoli il food cost, usi questa formula: costo del venduto = inventario iniziale + acquisti − inventario finale. Il modo in cui valorizzi l'inventario (iniziale e finale) cambia direttamente il costo del venduto e quindi il food cost, il margine lordo e, in ultima analisi, il reddito imponibile su cui paghi le tasse.

Se hai 50 kg di farina in magazzino comprata in momenti diversi a prezzi diversi, quanto vale quella farina? La risposta dipende dal metodo di valutazione che scegli.

FIFO: First In, First Out

Con il metodo FIFO, si assume che le merci acquistate per prime siano vendute per prime. L'inventario finale è valorizzato ai prezzi degli acquisti più recenti.

Esempio: hai comprato 20 kg di mozzarella a 8 euro/kg il 1° del mese e 20 kg a 9 euro/kg il 15. Ne hai usati 25 kg. Con il FIFO, i primi 20 kg usati costano 8 euro e i restanti 5 kg costano 9 euro. Costo del venduto: (20 × 8) + (5 × 9) = 205 euro. Inventario finale (15 kg rimanenti): 15 × 9 = 135 euro.

Vantaggi del FIFO per la ristorazione:

  • Riflette il flusso fisico reale delle merci: in cucina usi davvero prima ciò che è arrivato prima (rotazione FIFO delle scorte).
  • L'inventario finale è valorizzato ai prezzi più recenti, quindi è più vicino al valore di mercato.
  • In periodi di inflazione (prezzi in aumento), il FIFO produce un food cost più basso e un margine più alto — attenzione: questo significa anche più tasse.

Svantaggi: in periodi di forte inflazione dei prezzi alimentari, il food cost calcolato potrebbe essere artificialmente basso rispetto ai costi di rimpiazzo effettivi.

Costo medio ponderato

Con questo metodo, ogni volta che ricevi una nuova fornitura, ricalcoli il costo medio per unità di tutte le merci in magazzino.

Esempio: hai 20 kg di mozzarella a 8 euro/kg (160 euro totali). Ricevi 20 kg a 9 euro/kg (180 euro). Totale: 40 kg, 340 euro. Costo medio: 8,50 euro/kg. Se usi 25 kg, il costo del venduto è 25 × 8,50 = 212,50 euro. Inventario finale: 15 × 8,50 = 127,50 euro.

Vantaggi:

  • Semplicità di calcolo: non devi tracciare quale lotto è stato usato per primo.
  • Livella le fluttuazioni di prezzo: il food cost è più stabile mese per mese.
  • Ideale per prodotti con alta rotazione e frequenti consegne a prezzi variabili.

Svantaggi: richiede un ricalcolo a ogni consegna (facilmente gestibile con un foglio di calcolo o un software gestionale).

LIFO: Last In, First Out

Con il LIFO, si assume che le merci acquistate per ultime siano usate per prime. L'inventario finale è valorizzato ai prezzi più vecchi.

Il LIFO non è ammesso dai principi contabili internazionali (IAS/IFRS) e in Italia è utilizzabile solo in contesti specifici. Per la maggior parte dei ristoranti italiani non è un'opzione praticabile, quindi lo menzioniamo solo per completezza.

Quale metodo scegliere

Per un ristorante italiano, la scelta pratica è tra FIFO e costo medio ponderato:

  • Scegli il FIFO se: gestisci il magazzino con attenzione alla rotazione (e dovresti), hai un software gestionale che traccia i lotti, vuoi un food cost che rifletta i costi reali di produzione.
  • Scegli il costo medio ponderato se: preferisci la semplicità, hai molte consegne frequenti con prezzi variabili, vuoi un food cost più stabile per le analisi mensili.

Nella pratica, molti ristoranti piccoli e medi usano il costo medio ponderato perché è più semplice da gestire con un foglio di calcolo. I locali più strutturati con software gestionali tendono al FIFO perché il tracciamento dei lotti è automatizzato.

L'inventario fisico: come farlo bene

Qualunque metodo tu scelga, il punto di partenza è un inventario fisico accurato. Ecco le regole per un conteggio affidabile:

  • Fallo sempre lo stesso giorno della settimana (idealmente il lunedì prima delle consegne) e alla stessa ora.
  • Usa una lista precostituita con tutte le referenze, raggruppate per area (cella, dispensa, banco bar, cantina).
  • Conta prima le unità intere, poi stima i parziali (mezza bottiglia di olio, mezzo sacco di farina).
  • Valorizza subito dopo il conteggio, non giorni dopo.
  • Confronta il valore con il mese precedente: scostamenti superiori al 5% senza una spiegazione (evento speciale, cambio menu) vanno indagati.

L'impatto sulla gestione quotidiana

Comprendere la valutazione dell'inventario non è un esercizio accademico. Ha conseguenze pratiche immediate:

  • Food cost più accurato: e quindi decisioni di pricing più informate.
  • Individuazione degli sprechi: se il food cost teorico (calcolato dalle schede ricetta) è del 28% ma quello reale (calcolato dall'inventario) è del 33%, quei 5 punti di differenza sono sprechi, furti o errori di conteggio.
  • Pianificazione degli acquisti: conoscere il valore e la rotazione delle scorte ti permette di ottimizzare gli ordini e ridurre il capitale immobilizzato in magazzino.

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Domande frequenti

Qual è il metodo migliore per valutare l'inventario di un ristorante?

Per la maggior parte dei ristoranti italiani, il FIFO e il costo medio ponderato sono le opzioni più adatte. Il FIFO riflette il flusso reale delle merci e funziona bene con software gestionali; il costo medio ponderato è più semplice e stabilizza il food cost.

Come influisce la valutazione dell'inventario sul food cost?

Il metodo di valutazione cambia il valore dell'inventario finale e quindi il costo del venduto (inventario iniziale + acquisti - inventario finale). In periodi di inflazione dei prezzi, il FIFO produce un food cost più basso del costo medio ponderato.

Ogni quanto fare l'inventario fisico del ristorante?

L'ideale è un inventario completo mensile, sempre lo stesso giorno e alla stessa ora. Per le referenze più costose o a rischio (alcolici, tagli di carne pregiati), è consigliabile un conteggio settimanale.

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