Analisi dei costi fissi e variabili nel ristorante
Distinguere i costi fissi da quelli variabili è fondamentale per calcolare il break-even e prendere decisioni operative. Ecco come classificare ogni voce di costo del ristorante.
Ogni mese, quando calcoli il food cost, usi questa formula: costo del venduto = inventario iniziale + acquisti − inventario finale. Il modo in cui valorizzi l'inventario (iniziale e finale) cambia direttamente il costo del venduto e quindi il food cost, il margine lordo e, in ultima analisi, il reddito imponibile su cui paghi le tasse.
Se hai 50 kg di farina in magazzino comprata in momenti diversi a prezzi diversi, quanto vale quella farina? La risposta dipende dal metodo di valutazione che scegli.
Con il metodo FIFO, si assume che le merci acquistate per prime siano vendute per prime. L'inventario finale è valorizzato ai prezzi degli acquisti più recenti.
Esempio: hai comprato 20 kg di mozzarella a 8 euro/kg il 1° del mese e 20 kg a 9 euro/kg il 15. Ne hai usati 25 kg. Con il FIFO, i primi 20 kg usati costano 8 euro e i restanti 5 kg costano 9 euro. Costo del venduto: (20 × 8) + (5 × 9) = 205 euro. Inventario finale (15 kg rimanenti): 15 × 9 = 135 euro.
Vantaggi del FIFO per la ristorazione:
Svantaggi: in periodi di forte inflazione dei prezzi alimentari, il food cost calcolato potrebbe essere artificialmente basso rispetto ai costi di rimpiazzo effettivi.
Con questo metodo, ogni volta che ricevi una nuova fornitura, ricalcoli il costo medio per unità di tutte le merci in magazzino.
Esempio: hai 20 kg di mozzarella a 8 euro/kg (160 euro totali). Ricevi 20 kg a 9 euro/kg (180 euro). Totale: 40 kg, 340 euro. Costo medio: 8,50 euro/kg. Se usi 25 kg, il costo del venduto è 25 × 8,50 = 212,50 euro. Inventario finale: 15 × 8,50 = 127,50 euro.
Vantaggi:
Svantaggi: richiede un ricalcolo a ogni consegna (facilmente gestibile con un foglio di calcolo o un software gestionale).
Con il LIFO, si assume che le merci acquistate per ultime siano usate per prime. L'inventario finale è valorizzato ai prezzi più vecchi.
Il LIFO non è ammesso dai principi contabili internazionali (IAS/IFRS) e in Italia è utilizzabile solo in contesti specifici. Per la maggior parte dei ristoranti italiani non è un'opzione praticabile, quindi lo menzioniamo solo per completezza.
Per un ristorante italiano, la scelta pratica è tra FIFO e costo medio ponderato:
Nella pratica, molti ristoranti piccoli e medi usano il costo medio ponderato perché è più semplice da gestire con un foglio di calcolo. I locali più strutturati con software gestionali tendono al FIFO perché il tracciamento dei lotti è automatizzato.
Qualunque metodo tu scelga, il punto di partenza è un inventario fisico accurato. Ecco le regole per un conteggio affidabile:
Comprendere la valutazione dell'inventario non è un esercizio accademico. Ha conseguenze pratiche immediate:
Per la maggior parte dei ristoranti italiani, il FIFO e il costo medio ponderato sono le opzioni più adatte. Il FIFO riflette il flusso reale delle merci e funziona bene con software gestionali; il costo medio ponderato è più semplice e stabilizza il food cost.
Il metodo di valutazione cambia il valore dell'inventario finale e quindi il costo del venduto (inventario iniziale + acquisti - inventario finale). In periodi di inflazione dei prezzi, il FIFO produce un food cost più basso del costo medio ponderato.
L'ideale è un inventario completo mensile, sempre lo stesso giorno e alla stessa ora. Per le referenze più costose o a rischio (alcolici, tagli di carne pregiati), è consigliabile un conteggio settimanale.
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