Perché conviene conoscere le basi prima di parlare con il consulente
Chi gestisce un ristorante non ha bisogno di diventare un esperto di diritto del lavoro, ma conoscere a grandi linee le principali tipologie contrattuali usate nel settore aiuta a fare domande più mirate al proprio consulente del lavoro e a capire meglio le proposte che riceve. Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e generale: non sostituisce in alcun modo una consulenza legale o del lavoro specifica per la propria situazione, che va sempre verificata con un professionista abilitato, tenendo conto anche del CCNL applicato e delle norme in vigore al momento dell'assunzione.
Tempo indeterminato
È la forma di base, senza una scadenza prefissata. Nella ristorazione viene spesso usata per le figure chiave e stabili del locale, come il capo cucina o il responsabile di sala, dove la continuità del rapporto è un valore per entrambe le parti.
Tempo determinato
Prevede una scadenza definita ed è molto diffuso nel settore per gestire le variazioni stagionali di attività. Ha regole specifiche su durata massima, numero di proroghe e causali, che cambiano nel tempo con gli aggiornamenti normativi: è uno degli aspetti su cui è più importante un confronto diretto con il consulente del lavoro prima di firmare.
Apprendistato
Pensato per l'inserimento di personale giovane con un percorso formativo riconosciuto, unisce un rapporto di lavoro vero e proprio a un percorso di qualificazione professionale. È una via spesso usata per far crescere internamente figure di cucina o di sala partendo da ruoli junior.
Part time verticale e orizzontale
Il part time orizzontale riduce l'orario ogni giorno lavorativo, quello verticale concentra le ore in alcuni giorni della settimana o periodi dell'anno lasciandone altri liberi. Nella ristorazione, dove la domanda varia molto tra giorni feriali e weekend, il part time verticale è spesso più aderente alle esigenze reali del locale.
Lavoro intermittente, o a chiamata
Permette di chiamare il lavoratore solo in specifiche occasioni o periodi, con regole precise su quando può essere utilizzato e su eventuali indennità di disponibilità. È pensato per esigenze discontinue, tipiche di eventi, banchetti o picchi stagionali molto marcati, ma ha condizioni di utilizzo specifiche da verificare caso per caso.
Contratti stagionali
Pensati per attività che per loro natura si concentrano in determinati periodi dell'anno, prevedono alcune specificità rispetto al tempo determinato ordinario, ad esempio in tema di diritto di precedenza per le assunzioni della stagione successiva.
Il ruolo del CCNL e perché non va sottovalutato
Al di là della tipologia di contratto, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato, tipicamente quello Turismo - Pubblici Esercizi nel settore ma non l'unico possibile a seconda dei casi, definisce livelli di inquadramento, minimi retributivi, orari e molti altri aspetti pratici della gestione del personale. Due locali che usano la stessa tipologia contrattuale ma CCNL diversi possono avere condizioni molto differenti.
Le regole su durata, proroghe e causali dei contratti a termine cambiano periodicamente: quello che era valido qualche anno fa potrebbe non esserlo più oggi. Verificare sempre la normativa aggiornata con un consulente del lavoro prima di redigere o rinnovare un contratto.
Un consiglio pratico per chi gestisce il locale
Tenere una mappa aggiornata, anche solo su un foglio, di quali contratti sono in scadenza, quali proroghe sono già state utilizzate e quali figure potrebbero passare a tempo indeterminato aiuta a non arrivare impreparati alle decisioni, che vanno comunque sempre prese insieme al proprio consulente del lavoro.
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