Budget di marketing per un ristorante: quanto investire e su cosa
Quanto dovrebbe spendere in marketing un ristorante ogni mese, e come dividere quel budget tra i vari canali disponibili.
Molti ristoratori pensano di non avere nulla di speciale da raccontare: nessun episodio televisivo, nessun aneddoto famoso. In realtà ogni locale ha una storia, spesso più interessante di quanto il titolare stesso creda: come è nata l'idea, da dove arriva la ricetta di famiglia, perché è stato scelto proprio quel quartiere, chi sono le persone che lavorano in cucina ogni giorno. Il content marketing per un ristorante parte da qui, non da tecniche complicate.
Non serve produrre contenuti perfetti da agenzia pubblicitaria: spesso i contenuti più autentici, girati con il telefono, funzionano meglio di quelli troppo costruiti. Un breve video dello chef che spiega un piatto, una foto del mercato del mattino con una didascalia che racconta la scelta degli ingredienti, una storia che mostra un momento di lavoro in cucina: sono tutti formati semplici da realizzare con costanza.
Le persone non seguono un ristorante solo per i piatti: seguono le persone e le storie che ci sono dietro quei piatti.
Il content marketing funziona con la ripetizione nel tempo, non con un singolo contenuto virale. Un piano semplice, anche solo due o tre contenuti a settimana con temi diversi, un piatto, una persona dello staff, un dietro le quinte, costruisce nel tempo un'immagine del locale molto più ricca di quella che si ottiene pubblicando solo foto di piatti finiti, sempre uguali tra loro.
Raccontare la storia del locale non è solo un esercizio di immagine: aiuta il cliente a scegliere il locale rispetto a un altro apparentemente simile. Chi sa che quella pasta segue la ricetta della nonna del cuoco, o che quel vino arriva da un piccolo produttore visitato di persona, percepisce un valore diverso rispetto a un piatto o un vino anonimo, ed è più propenso a considerarlo una scelta giustificata anche a un prezzo più alto.
Molti locali iniziano con entusiasmo a raccontare la propria storia sui social e poi si fermano dopo poche settimane, quando mancano il tempo o le idee. Un piano editoriale semplice, anche solo un elenco di temi da trattare nel mese, aiuta a mantenere la costanza. Ci sono ristoratori che preferiscono affidare questa parte a chi se ne occupa professionalmente: è tra i servizi che seguiamo nella sezione Servizi di RistoratorePro.it per i locali che vogliono raccontarsi con continuità senza doverci pensare ogni giorno.
Anche un locale appena aperto ha una storia, quella della sua nascita: perché è stato scelto quel nome, quel quartiere, quel concept; raccontare il percorso di apertura, i lavori, le prime settimane di attività è un contenuto genuino che i clienti apprezzano.
Dipende dal tipo di locale, ma spesso la voce diretta del titolare o dello chef genera più fiducia e connessione rispetto a una comunicazione impersonale, soprattutto per ristoranti di piccole e medie dimensioni con un forte legame con il territorio.
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