Il food cost calcolato "sulla carta" (costo ingrediente per ingrediente) spesso non coincide con il food cost reale del locale: la differenza è in buona parte spiegata dallo spreco alimentare, che si accumula in ogni fase, dall'ordine ai fornitori fino al piatto servito.
Dove si accumula lo spreco (e spesso passa inosservato)
- Ordini sovrastimati: acquistare più del necessario "per sicurezza", specialmente su prodotti freschi deperibili
- Conservazione non ottimale: rotazione FIFO (first in, first out) non rispettata, prodotti dimenticati in fondo al frigorifero
- Porzionatura non standardizzata: senza schede tecniche di ricetta, la quantità servita varia da cuoco a cuoco
- Scarti di lavorazione non riutilizzati (bucce, ritagli, ossa per brodi) quando potrebbero avere un secondo uso
- Piatti tornati in cucina per errori di comanda o insoddisfazione del cliente
Strategie pratiche, fase per fase
Negli ordini ai fornitori
Basare gli ordini sui dati di vendita storici (non "a sensazione"), specialmente per prodotti freschi con vita breve. Un sistema di cassa con reportistica per piatto aiuta a prevedere meglio i consumi.
In conservazione
Etichettare sempre data di apertura/ricezione e applicare rigorosamente il FIFO: il prodotto più vecchio va usato per primo, posizionandolo davanti nel frigorifero o nella dispensa.
In preparazione
Schede tecniche di ricetta con quantità precise per porzione riducono sia lo spreco sia la variabilità del food cost reale rispetto a quello calcolato. Aiutano anche a formare più velocemente il personale nuovo.
Nel riutilizzo degli scarti
Molti scarti di lavorazione hanno un secondo uso: bucce e ritagli di verdura per brodi vegetali, ossa e carcasse per fondi e brodi, pane raffermo per crostini o pangrattato. Vale la pena mappare quali scarti del proprio menu si prestano a un riutilizzo sistematico.
Un beneficio doppio: costi e reputazione
Ridurre lo spreco alimentare non è solo un tema di costi: sempre più clienti sono sensibili al tema della sostenibilità, e comunicare (senza esagerare) l'attenzione del locale su questo fronte può diventare anche un elemento di differenziazione.
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