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Regime fiscale per ristoranti: ordinario vs semplificato

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il Aggiornato il 01/07/2026

Il regime fiscale: una scelta strategica per il ristoratore

La scelta del regime fiscale non e' una semplice formalita' burocratica: e' una decisione strategica che influenza la pressione fiscale, gli adempimenti contabili, la complessita' gestionale e, in definitiva, la redditivita' del tuo ristorante. In Italia, i ristoranti possono operare principalmente con due regimi: il regime ordinario e il regime semplificato. Comprendere le differenze e' fondamentale per ottimizzare il carico fiscale e dedicare il tempo giusto alla gestione amministrativa.

Chi puo' accedere al regime semplificato

Il regime di contabilita' semplificata e' riservato alle imprese individuali e alle societa' di persone (SNC, SAS) che non superano determinati limiti di ricavi annui. Per le attivita' di ristorazione, che rientrano tra le prestazioni di servizi, il limite e' fissato a 500.000 euro di ricavi annui. Per le attivita' che prevedono anche cessione di beni (ad esempio vendita di prodotti da asporto), il limite sale a 800.000 euro.

Attenzione: le societa' di capitali (SRL, SPA) sono sempre obbligate alla contabilita' ordinaria, indipendentemente dal fatturato. Se il tuo ristorante opera come SRL, questo articolo ti riguarda solo per la parte relativa al regime ordinario, ma conoscere le differenze e' utile per valutare eventuali future trasformazioni societarie.

Regime semplificato: come funziona

Principio di cassa o competenza

Dal 2017, con l'introduzione del principio di cassa per le imprese in semplificata, i ricavi e i costi vengono registrati nel momento in cui avviene l'effettivo incasso o pagamento, non quando la fattura viene emessa o ricevuta. Questo significa che se emetti una fattura a dicembre ma il cliente paga a gennaio, quel ricavo sara' tassato nell'anno successivo.

In pratica, pero', la maggior parte dei ristoranti incassa al momento della prestazione (pagamento al tavolo), quindi la differenza tra cassa e competenza e' spesso minima. La differenza diventa rilevante per chi lavora molto con catering, eventi o forniture B2B con pagamenti dilazionati.

Registri contabili obbligatori

Nel regime semplificato i registri obbligatori sono ridotti al minimo:

  • Registro IVA acquisti: dove si registrano le fatture ricevute dai fornitori
  • Registro IVA vendite: dove si registrano le fatture emesse e i corrispettivi
  • Registro dei corrispettivi: per gli incassi giornalieri del registratore di cassa
  • Registro incassi e pagamenti: se si opta per il metodo di registrazione per cassa

Non e' obbligatorio tenere il libro giornale, il libro inventari e redigere il bilancio d'esercizio. Questo si traduce in un risparmio di 2.000-4.000 euro annui sulle parcelle del commercialista.

Vantaggi del regime semplificato

  • Minori costi di gestione contabile (compenso commercialista ridotto del 30-40%)
  • Meno adempimenti burocratici e documentazione da conservare
  • Possibilita' di utilizzare il principio di cassa per ottimizzare la tempistica fiscale
  • Esenzione dall'obbligo di bilancio
  • Gestione amministrativa piu' snella e rapida

Svantaggi del regime semplificato

  • Minore dettaglio informativo sulla situazione patrimoniale dell'azienda
  • Difficolta' nell'ottenere finanziamenti bancari (le banche preferiscono bilanci completi)
  • Impossibilita' di dedurre le perdite fiscali degli esercizi precedenti in modo completo
  • Minore capacita' di pianificazione finanziaria a medio-lungo termine

Regime ordinario: come funziona

Principio di competenza

Nel regime ordinario si applica il principio di competenza: ricavi e costi vengono registrati nell'esercizio in cui maturano, indipendentemente dal momento dell'incasso o del pagamento. Questo significa che una fattura emessa a dicembre viene tassata quell'anno anche se il pagamento arriva a febbraio.

Registri contabili obbligatori

Il regime ordinario richiede una tenuta contabile completa:

  • Libro giornale: registrazione cronologica di tutte le operazioni
  • Libro inventari: redatto annualmente con la situazione patrimoniale
  • Registri IVA: acquisti, vendite e corrispettivi
  • Registro beni ammortizzabili: per attrezzature, arredi, macchinari
  • Bilancio d'esercizio: stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa (per le societa' di capitali)

Vantaggi del regime ordinario

  • Visione completa della situazione patrimoniale e finanziaria dell'azienda
  • Maggiore credibilita' bancaria: le banche possono analizzare bilanci completi per concedere finanziamenti
  • Deduzione completa delle perdite: le perdite fiscali possono essere riportate negli esercizi successivi
  • Ammortamenti e accantonamenti: piena deducibilita' e maggiori possibilita' di pianificazione fiscale
  • Operazioni straordinarie: piu' semplice gestire cessioni, fusioni, trasformazioni societarie

Svantaggi del regime ordinario

  • Costi contabili superiori: il compenso del commercialista e' mediamente piu' alto di 2.000-4.000 euro annui
  • Maggiore complessita' gestionale e documentale
  • Piu' tempo dedicato all'amministrazione

Confronto fiscale pratico: un esempio con i numeri

Consideriamo un ristorante con le seguenti caratteristiche:

  • Ricavi annui: 400.000 euro
  • Costi delle materie prime: 120.000 euro (30%)
  • Costo del personale: 100.000 euro (25%)
  • Affitto e utenze: 48.000 euro
  • Altri costi: 32.000 euro
  • Ammortamenti: 15.000 euro

Reddito imponibile stimato: 85.000 euro

Impresa individuale in semplificata

Il reddito viene tassato con l'IRPEF a scaglioni progressivi:

  • Fino a 28.000 euro: 23% = 6.440 euro
  • Da 28.001 a 50.000 euro: 35% = 7.700 euro
  • Oltre 50.000 euro: 43% = 15.050 euro

Totale IRPEF: circa 29.190 euro, piu' addizionali regionali e comunali (stimabili in 2.500-3.500 euro). Costo commercialista: circa 3.000 euro.

SRL in regime ordinario

Il reddito viene tassato con IRES al 24% + IRAP al 3,9%:

  • IRES: 85.000 x 24% = 20.400 euro
  • IRAP: base imponibile stimata 100.000 x 3,9% = 3.900 euro

Totale imposte societarie: circa 24.300 euro. Pero' attenzione: per prelevare gli utili, il socio dovra' pagare un'ulteriore imposta del 26% sui dividendi distribuiti. Costo commercialista: circa 5.000-7.000 euro.

Quando passare dal semplificato all'ordinario

Il passaggio al regime ordinario diventa conveniente o obbligatorio quando:

  • Si superano i limiti di ricavi: 500.000 euro per servizi, 800.000 euro per cessione di beni
  • Si costituisce una SRL: il regime ordinario e' obbligatorio
  • Si cercano finanziamenti: banche e investitori richiedono bilanci completi
  • Si pianificano investimenti importanti: gli ammortamenti sono gestiti in modo piu' vantaggioso
  • Si vuole cedere o trasformare l'azienda: le operazioni straordinarie richiedono contabilita' ordinaria

Il regime forfettario: un'alternativa per i piccoli ristoratori

Per completezza, va menzionato il regime forfettario, accessibile a imprese individuali con ricavi fino a 85.000 euro annui. Si applica un'imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni) su un reddito calcolato forfettariamente applicando un coefficiente di redditivita' del 40% ai ricavi.

Esempio: con ricavi di 80.000 euro, il reddito imponibile forfettario sarebbe 80.000 x 40% = 32.000 euro, con un'imposta di soli 4.800 euro (al 15%). Tuttavia, il limite di 85.000 euro lo rende adatto solo a piccolissime attivita' o a ristoranti in fase di avvio.

Consigli pratici per la scelta del regime

La scelta del regime fiscale va fatta con il supporto del commercialista, considerando:

  • Volume di ricavi atteso: se prevedi di crescere oltre le soglie, valuta il passaggio anticipato all'ordinario
  • Struttura dei costi: se hai molti costi deducibili, il regime ordinario potrebbe essere piu' vantaggioso
  • Necessita' di finanziamento: se devi accedere a crediti bancari, il bilancio completo e' quasi indispensabile
  • Forma giuridica: se scegli la SRL per protezione patrimoniale, il regime ordinario e' obbligatorio
  • Prospettiva temporale: valuta non solo la situazione attuale, ma dove vuoi essere tra 3-5 anni

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Domande frequenti

Un ristorante SRL puo' adottare il regime semplificato?

No, le societa' di capitali (SRL, SRLS, SPA) sono obbligate alla contabilita' ordinaria indipendentemente dal volume di ricavi. Il regime semplificato e' riservato alle imprese individuali e alle societa' di persone (SNC, SAS) che non superano i limiti di ricavi previsti dalla legge (500.000 euro per prestazioni di servizi).

Qual e' il limite di fatturato per il regime semplificato nella ristorazione?

Per le attivita' di ristorazione classificate come prestazioni di servizi, il limite e' di 500.000 euro di ricavi annui. Se l'attivita' include anche cessione di beni (ad esempio vendita di prodotti da asporto confezionati), si applica il limite di 800.000 euro. Il superamento del limite comporta il passaggio obbligatorio al regime ordinario dall'esercizio successivo.

Quanto si risparmia sul commercialista con il regime semplificato?

Il risparmio sul compenso del commercialista con il regime semplificato rispetto all'ordinario e' mediamente di 2.000-4.000 euro annui. Un ristorante in semplificata paga generalmente tra 2.500 e 4.000 euro annui di parcella, mentre in ordinaria il costo sale a 5.000-8.000 euro, variabile in base al volume di operazioni e alla complessita' della gestione.

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