L'impiattamento non è decorazione, è comunicazione
Molti ristoratori pensano all'impiattamento come a un tocco estetico finale, quasi opzionale rispetto alla qualità della cottura. In realtà il modo in cui un piatto viene presentato comunica al cliente informazioni immediate su cura, coerenza e valore percepito, ancora prima che assaggi il primo boccone. Un piatto ben impiattato può giustificare un prezzo più alto agli occhi del cliente; uno disordinato può far dubitare della qualità anche quando il sapore è ottimo.
Alcuni principi che funzionano in qualsiasi tipo di cucina
Il piatto giusto per la porzione giusta
Un piatto troppo grande rispetto alla porzione fa sembrare la portata scarsa; un piatto troppo piccolo fa sembrare tutto ammassato e disordinato. Scegliere le dimensioni del piatto in funzione della quantità di cibo, e non il contrario, è il primo passo.
Punto focale e ordine di lettura
L'occhio del cliente ha bisogno di un punto centrale su cui cadere per primo, di solito la componente proteica o l'elemento principale della portata. Gli altri elementi (contorni, salse, guarnizioni) dovrebbero essere disposti per accompagnare quel punto focale, non competere con esso.
Pulizia dei bordi
Il bordo del piatto va tenuto pulito da sbavature di salsa o unto. È un dettaglio piccolo ma è tra i più notati dai clienti, perché comunica cura anche a distanza, prima ancora che il piatto venga osservato da vicino.
Altezza e volume, con moderazione
Costruire un minimo di altezza nel piatto (ad esempio impilando o appoggiando elementi) dà dinamismo, ma va usata con moderazione: un piatto troppo costruito rischia di crollare durante il trasporto in sala o di risultare scomodo da mangiare per il cliente.
Coerenza con il concept del locale
Lo stile di impiattamento deve essere coerente con l'identità del locale. Una trattoria tradizionale non deve necessariamente imitare uno stile minimalista da fine dining se non è coerente con l'esperienza che offre: un piatto abbondante e generoso può essere altrettanto efficace di uno essenziale, purché sia curato e riconoscibile come "firma" del locale.
Definisci per ogni piatto in carta una foto di riferimento condivisa con tutta la brigata: senza uno standard visivo scritto e mostrato, ogni cuoco impiatta in modo leggermente diverso e il cliente percepisce incoerenza tra un servizio e l'altro.
Standardizzare senza irrigidire
Avere uno standard di impiattamento per ogni piatto in menu, magari fotografato e affisso in cucina o inserito nella scheda tecnica del piatto, riduce le variazioni indesiderate. Questo non significa eliminare la naturale abilità del cuoco, ma dare un riferimento chiaro su posizione degli elementi, quantità delle salse e tipo di guarnizione da usare.
Il tempo di impiattamento va messo in conto nel servizio
Un impiattamento troppo elaborato che richiede diversi minuti per ogni piatto può creare colli di bottiglia nei momenti di massimo carico. Vale la pena testare i tempi reali di impiattamento di ogni piatto della carta e verificare che siano sostenibili anche nelle serate più piene, non solo durante un servizio tranquillo.
Attenzione agli attrezzi giusti, non necessariamente costosi
Non serve un set professionale di pinzette e stampini per migliorare l'impiattamento: spesso bastano un cucchiaio pulito riservato solo alle salse, un panno umido tenuto vicino al pass per pulire i bordi prima dell'uscita, e piatti scelti con attenzione alla forma oltre che al prezzo. L'investimento più utile, prima di qualunque attrezzo, resta il tempo dedicato a definire e condividere lo standard di ogni piatto con tutta la brigata.
Il ruolo della sala nel valorizzare l'impiattamento
Anche il modo in cui il piatto viene portato e presentato al tavolo dal personale di sala incide sulla percezione finale: un piatto curato in cucina ma servito con fretta, senza una breve presentazione al cliente, perde parte del suo effetto. Vale la pena includere nella formazione di sala anche qualche indicazione su come nominare gli elementi principali del piatto al momento della consegna, così da completare il lavoro fatto in cucina.
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