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Come Gestire le Assenze e le Malattie nel Ristorante

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il Aggiornato il 01/07/2026

La gestione delle assenze: una sfida quotidiana nella ristorazione

In un settore dove ogni membro del team e' fondamentale per il buon funzionamento del servizio, un'assenza improvvisa puo' mandare in crisi l'intera organizzazione. Un cuoco che si ammala il sabato sera, un cameriere che non si presenta per il turno del pranzo: sono situazioni che ogni ristoratore conosce bene. Gestire le assenze in modo strutturato, conoscendo i propri diritti e doveri come datore di lavoro, e' essenziale per mantenere la continuita' del servizio e rispettare la normativa vigente.

Il CCNL Turismo e Pubblici Esercizi disciplina in modo dettagliato la materia delle assenze per malattia, infortunio e permessi. Conoscere queste regole non e' solo un obbligo legale, ma uno strumento di gestione che permette di pianificare meglio le risorse e tutelare sia l'azienda che i lavoratori.

Malattia: normativa e adempimenti secondo il CCNL Turismo

Quando un dipendente si ammala, il CCNL Turismo prevede una serie di tutele e procedure precise. Il lavoratore deve comunicare l'assenza tempestivamente, possibilmente prima dell'inizio del turno, e inviare il certificato medico telematico all'INPS entro due giorni dall'inizio della malattia. Il datore di lavoro puo' verificare il numero di protocollo del certificato tramite il portale INPS.

Il periodo di comporto, cioe' il periodo massimo di conservazione del posto di lavoro durante la malattia, e' fissato dal CCNL Turismo in 180 giorni in un anno solare. Superato questo limite, il datore di lavoro ha facolta' di procedere al licenziamento per superamento del comporto, nel rispetto delle procedure previste.

Per quanto riguarda la retribuzione durante la malattia, il sistema italiano prevede una ripartizione tra datore di lavoro e INPS. I primi tre giorni (periodo di carenza) sono a carico del datore di lavoro secondo quanto stabilito dal CCNL. Dal quarto giorno interviene l'INPS con un'indennita' pari al 50% della retribuzione media giornaliera fino al ventesimo giorno, e al 66,66% dal ventunesimo al centottantesimo giorno. Il CCNL Turismo prevede un'integrazione a carico del datore di lavoro per raggiungere determinate percentuali della retribuzione normale.

Differenza tra malattia, infortunio e permessi

E' fondamentale distinguere correttamente tra le diverse tipologie di assenza, perche' ciascuna segue procedure e normative differenti.

Malattia comune

La malattia comune e' gestita dall'INPS. Il dipendente deve recarsi dal medico curante che invia il certificato telematico. Il lavoratore e' soggetto alle fasce di reperibilita' per le visite fiscali: dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, compresi sabato, domenica e festivi.

Infortunio sul lavoro

L'infortunio sul lavoro e' gestito dall'INAIL. Nella ristorazione gli infortuni piu' comuni sono tagli, ustioni, scivolamenti e cadute. Il datore di lavoro deve denunciare l'infortunio all'INAIL entro due giorni dalla ricezione del certificato medico, se la prognosi supera i tre giorni. Il primo giorno e' retribuito al 100% dal datore, i successivi tre al 60%, poi interviene l'INAIL. L'infortunio non rientra nel computo del periodo di comporto.

Permessi retribuiti e non retribuiti

Il CCNL Turismo prevede permessi retribuiti per eventi specifici: matrimonio (15 giorni), lutto per familiari stretti (3 giorni), nascita figlio, donazione sangue. Esistono poi i permessi ex legge 104/1992 per assistenza a familiari disabili (3 giorni mensili) e i congedi parentali disciplinati dal D.Lgs 151/2001. Tutti questi permessi seguono regole proprie e non vanno confusi con la malattia.

Assenze ingiustificate: procedura disciplinare

Quando un dipendente non si presenta al lavoro senza comunicare alcuna giustificazione, il datore di lavoro deve seguire una procedura disciplinare precisa, nel rispetto dell'art. 7 della Legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori). Non e' possibile procedere direttamente al licenziamento senza aver prima contestato formalmente l'addebito.

La procedura prevede l'invio di una contestazione disciplinare scritta, nella quale si descrivono i fatti in modo specifico (date, turni non coperti). Il lavoratore ha diritto a presentare le proprie giustificazioni entro cinque giorni dalla ricezione della contestazione, eventualmente assistito da un rappresentante sindacale. Solo dopo aver valutato le giustificazioni, il datore puo' applicare la sanzione disciplinare prevista dal CCNL, che puo' andare dal richiamo scritto alla multa, dalla sospensione fino al licenziamento per giusta causa in caso di assenze prolungate e ingiustificate.

E' importante documentare ogni assenza con precisione, annotando data, turno previsto, ora di comunicazione (o mancata comunicazione) e ogni tentativo di contatto. Questa documentazione sara' fondamentale in caso di contenzioso.

Gestione pratica delle sostituzioni

Al di la' degli aspetti normativi, il problema concreto di un'assenza in un ristorante e' operativo: chi copre quel turno? Una gestione efficace delle sostituzioni richiede pianificazione preventiva.

La prima strategia e' avere una lista aggiornata di personale extra o a chiamata disponibile per sostituzioni. Il contratto di lavoro intermittente (o a chiamata), disciplinato dal D.Lgs 81/2015, e' particolarmente adatto a questo scopo nella ristorazione. Permette di avere lavoratori gia' formati e conosciuti, pronti a intervenire con breve preavviso.

Un'altra strategia fondamentale e' la cross-formazione del personale: se un cameriere sa anche lavorare al bar, o se un commis puo' coprire parzialmente il ruolo di un cuoco di partita, il ristorante diventa piu' resiliente. Questa polivalenza va costruita nel tempo, inserendola nel piano di formazione del personale.

Infine, e' utile definire un protocollo di emergenza che stabilisca la catena di comunicazione in caso di assenza improvvisa: chi viene contattato per primo, quali turni hanno priorita', come si ridistribuiscono le mansioni. Un protocollo chiaro riduce lo stress e il tempo di reazione.

Il piano B: prepararsi alle assenze improvvise

Nella ristorazione, la domanda non e' se ci saranno assenze improvvise, ma quando. Per questo serve un piano B permanente. Il primo passo e' il sovradimensionamento strategico: avere sempre una o due persone in piu' rispetto al minimo necessario, specialmente nei periodi di punta. Il costo aggiuntivo e' ampiamente ripagato dalla continuita' del servizio.

Mantenere buoni rapporti con ex dipendenti, studenti delle scuole alberghiere e lavoratori stagionali crea una rete informale di sostituti potenziali. Alcune agenzie di somministrazione (ex interinali) offrono servizi specifici per la ristorazione con tempi di attivazione rapidi.

Sul piano organizzativo, avere un menu semplificabile in caso di emergenza in cucina e' una strategia intelligente. Se manca un cuoco, si puo' temporaneamente ridurre la carta eliminando i piatti piu' complessi, anziche' compromettere la qualita' di tutti i piatti.

Tracciamento e analisi delle assenze

Un sistema di tracciamento delle assenze permette di identificare pattern e intervenire preventivamente. Software di gestione del personale o anche un semplice foglio di calcolo possono aiutare a monitorare la frequenza e la distribuzione delle assenze per ciascun dipendente.

Alcuni indicatori da monitorare sono: il tasso di assenteismo (giorni di assenza / giorni lavorativi teorici), la distribuzione delle assenze per giorno della settimana (assenze concentrate il lunedi' o il sabato possono indicare problemi diversi), la stagionalita' e l'andamento nel tempo per singolo dipendente.

Quando si notano pattern anomali, il primo passo non e' la contestazione ma il colloquio. Un tasso di assenze elevato puo' essere sintomo di problemi personali, burnout, clima lavorativo negativo o conflitti con colleghi. Affrontare la causa e' piu' efficace che punire il sintomo. Solo quando il dialogo non produce risultati e le assenze risultano ingiustificate si procedera' con la via disciplinare.

La visita fiscale: diritti e obblighi

Durante il periodo di malattia, il lavoratore e' soggetto a possibili visite fiscali disposte dall'INPS, su richiesta del datore di lavoro o d'ufficio. Le fasce di reperibilita' per i lavoratori del settore privato sono dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, tutti i giorni compresi sabato, domenica e festivi. Il dipendente deve trovarsi al domicilio indicato nel certificato medico durante queste fasce.

L'assenza ingiustificata alla visita fiscale comporta la perdita dell'indennita' di malattia per un massimo di dieci giorni (prima assenza), per il 50% dell'indennita' nel restante periodo (seconda assenza) o per l'intero periodo (terza assenza). Il datore di lavoro puo' richiedere la visita fiscale fin dal primo giorno di malattia tramite il portale INPS, uno strumento utile quando si sospettano abusi.

Esistono alcune esenzioni dall'obbligo di reperibilita', ad esempio per malattie gravi che richiedono terapie salvavita o per stati patologici connessi a invalidita' riconosciuta. E' fondamentale che il ristoratore conosca questi meccanismi per utilizzarli correttamente, senza abusarne ma senza nemmeno rinunciarvi quando sono necessari.

Consigli pratici per il ristoratore

Per gestire al meglio le assenze nel proprio ristorante, ecco alcune raccomandazioni concrete:

  • Stabilire una policy chiara e comunicarla a tutto il personale: come e quando comunicare un'assenza, a chi rivolgersi, quali documenti presentare.
  • Inserire nel contratto individuale o nel regolamento aziendale l'obbligo di comunicare l'assenza con il massimo anticipo possibile, indicando un numero di telefono e un orario entro cui effettuare la comunicazione.
  • Affidarsi a un consulente del lavoro per la gestione degli aspetti burocratici (certificati INPS, denunce INAIL, conteggio comporto) e per la corretta procedura disciplinare.
  • Creare un ambiente di lavoro positivo che riduca le assenze volontarie: turni equi, rispetto degli orari, attenzione al benessere del personale.
  • Prevedere nel budget un margine per le sostituzioni, considerandolo un costo fisiologico dell'attivita'.

La gestione delle assenze e' un equilibrio tra rispetto della normativa, tutela dei diritti dei lavoratori e necessita' operative del ristorante. Un approccio strutturato e umano produce risultati migliori sia sul piano legale che su quello della motivazione del team.

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Domande frequenti

Quanti giorni di malattia puo' fare un dipendente del ristorante prima del licenziamento?

Il CCNL Turismo e Pubblici Esercizi fissa il periodo di comporto in 180 giorni nell'arco di un anno solare. Superato questo limite, il datore di lavoro puo' procedere al licenziamento per superamento del comporto, seguendo le procedure previste dalla legge. Attenzione: i giorni di infortunio sul lavoro non rientrano nel computo del comporto.

Come deve comunicare la malattia un dipendente del ristorante?

Il dipendente deve avvisare il datore di lavoro il prima possibile, idealmente prima dell'inizio del turno. Deve poi recarsi dal medico curante che inviera' il certificato medico telematico all'INPS. Il lavoratore deve comunicare al datore il numero di protocollo del certificato. Durante la malattia, deve rispettare le fasce di reperibilita' (10-12 e 17-19) per eventuali visite fiscali.

Posso licenziare un dipendente per assenza ingiustificata?

Si', ma solo seguendo la corretta procedura disciplinare prevista dall'art. 7 dello Statuto dei Lavoratori. Bisogna inviare una contestazione scritta, attendere le giustificazioni del lavoratore (5 giorni), e solo dopo applicare la sanzione. Un'assenza ingiustificata di pochi giorni potrebbe non giustificare il licenziamento; assenze prolungate e reiterate senza giustificazione possono invece configurare la giusta causa.

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