Rilevare un ristorante già avviato, acquistando l'azienda o le quote della società che lo gestisce, può far risparmiare tempo rispetto ad aprire da zero: locale già a norma, clientela esistente, personale formato. Ma è anche l'operazione in cui è più facile ereditare problemi nascosti se la verifica preliminare non viene fatta con metodo.
Perché vende? La domanda da farsi per prima
Prima ancora di guardare i numeri, cerca di capire la vera ragione della cessione. Un pensionamento, un trasferimento, un cambio di interessi personali sono motivazioni neutre. Un calo di fatturato non dichiarato apertamente, un conflitto tra soci, un contenzioso in corso con il locatore, o un debito che si sta avvicinando a una soglia critica sono motivazioni molto diverse, e non sempre l'attuale proprietario le dichiara spontaneamente. Parla, se possibile, con fornitori storici del locale e con qualche dipendente: spesso raccontano una versione più sincera di quella del venditore.
Verifica bilanci e non solo il fatturato dichiarato
Fatti mostrare i bilanci degli ultimi esercizi, non solo un riassunto verbale degli incassi. Verifica l'andamento nel tempo, in crescita, stabile o in calo, l'incidenza dei principali costi, personale, materie prime, affitto, sul fatturato, e l'eventuale presenza di debiti verso fornitori, banche o l'erario che potrebbero trasferirsi con l'azienda a seconda della forma con cui avviene l'operazione. Cessione di azienda o cessione di quote sociali cambiano molto sotto questo profilo: fatti assistere da un commercialista per capire quale opzione ti espone a quali rischi.
Contratti in corso: leggili tutti
Il contratto di locazione, se subentri anche in quello, va letto con la stessa attenzione descritta per chi apre un locale nuovo: durata residua, canone, eventuali clausole particolari già negoziate dal venditore. Verifica anche i contratti di fornitura in essere, durata, eventuali penali di uscita anticipata, i contratti di leasing su attrezzature, che potrebbero non essere di proprietà, contrariamente a quanto sembra osservando il locale, e la situazione contrattuale del personale che rimarrà in forza, incluso il TFR maturato che normalmente si trasferisce con il rapporto di lavoro.
Controlla che tutte le autorizzazioni amministrative, SCIA, licenza di somministrazione, autorizzazioni per l'eventuale dehors, siano in regola e trasferibili, e chiedi lo storico dei controlli ASL e delle eventuali non conformità rilevate, insieme al piano di autocontrollo HACCP in uso. Un locale con la documentazione in ordine ti fa risparmiare tempo e pratiche burocratiche immediate dopo il subentro; un locale con documentazione lacunosa può costringerti a interventi urgenti e costosi nei primi mesi, quando la cassa è già sotto pressione per l'investimento iniziale.
Valuta l'avviamento con realismo
Il prezzo richiesto per un'azienda avviata include quasi sempre una componente di avviamento commerciale, il valore della clientela, della reputazione, della posizione, oltre al valore delle attrezzature e delle scorte. Non prendere per buona la cifra proposta dal venditore: verifica la reputazione online del locale, recensioni recenti, non solo il punteggio medio storico, la fedeltà reale della clientela abituale osservando il locale di persona in orari diversi, e se possibile chiedi un periodo di affiancamento prima della chiusura definitiva della trattativa, per osservare da vicino il funzionamento quotidiano.
Fatti assistere, sempre
Un'operazione di subentro coinvolge aspetti legali, fiscali e contrattuali che si intrecciano tra loro. Un commercialista e un avvocato con esperienza specifica in cessioni di aziende del settore ristorazione sono un costo che si ripaga da solo se evita anche un solo problema serio scoperto dopo la firma, quando le possibilità di intervento si riducono drasticamente.
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