Gestire un locale che apre e chiude con la stagione, tipico di molte località di mare, montagna o zone turistiche, pone sfide diverse rispetto a un'attività aperta tutto l'anno. La pianificazione della chiusura e della riapertura è tanto importante quanto la gestione della stagione stessa, e viene spesso trascurata fino a quando non genera problemi.
Pianifica la chiusura con la stessa cura dell'apertura
Nelle settimane finali di stagione, molti ristoratori sono concentrati solo sul finire bene gli ultimi servizi e rimandano tutto il resto a quando chiudiamo. Il risultato tipico è una chiusura frettolosa, con magazzino pieno di prodotti che scadono durante la pausa e manutenzioni rimandate che si accumulano. Costruisci invece una checklist di chiusura da seguire ogni anno: smaltimento o cessione delle scorte deperibili residue, pulizia profonda di celle e attrezzature, scollegamento e protezione degli impianti sensibili all'umidità o al gelo, verifica di scadenze contrattuali e assicurative durante il periodo di chiusura.
Il personale stagionale va gestito per tempo
Se ogni anno ricostruisci la squadra da zero, perdi tempo e qualità: cerca di mantenere un rapporto con le persone valide delle stagioni precedenti, anche solo con un contatto a fine inverno per confermare la disponibilità per la stagione successiva. I contratti a termine stagionali hanno regole specifiche di diritto di precedenza per le riassunzioni nella stagione successiva: verificale con un consulente del lavoro per evitare contenziosi, soprattutto se negli anni hai riassunto ripetutamente le stesse persone.
La cassa deve reggere anche i mesi di chiusura
Un errore frequente nelle attività stagionali è considerare solo l'utile della stagione, senza pianificare come verranno coperte le spese che continuano a correre anche a locale chiuso: canone, se dovuto anche fuori stagione, utenze base, rate di leasing, eventuali collaboratori mantenuti tutto l'anno per manutenzione o amministrazione. Costruisci un piano di cassa annuale, non solo stagionale, che distribuisca l'utile generato nei mesi di apertura in modo da coprire con margine i mesi di inattività, senza dover ricorrere ogni anno a finanziamenti ponte per ripartire.
Usa la chiusura per la manutenzione, non solo per riposare
Il periodo di chiusura è il momento naturale per interventi che durante la stagione sarebbero impensabili: manutenzione straordinaria di forni e impianti, eventuale rinnovo di arredi o attrezzature, lavori di ristrutturazione. Pianifica questi interventi con largo anticipo e prenota fornitori e artigiani prima della fine della stagione: nelle zone turistiche, la richiesta di manodopera si concentra proprio nei mesi di chiusura e i migliori professionisti si prenotano con mesi di anticipo.
Riapertura: non partire dal nulla
Nelle settimane prima della riapertura, verifica per tempo scadenze e rinnovi che potrebbero bloccarti: licenze e autorizzazioni, corsi HACCP scaduti durante la pausa, certificazioni antincendio, contratti di fornitura da riattivare. Molti fornitori, in zone fortemente stagionali, danno priorità ai clienti che si fanno sentire con anticipo rispetto a chi si presenta a ridosso dell'apertura, quando la richiesta è già alta su tutta la zona.
Comunica la riapertura prima di riaprire
Non aspettare il giorno dell'apertura per farti notare di nuovo. Le settimane precedenti sono il momento giusto per riattivare i canali social, aggiornare gli orari su Google e sulle piattaforme di prenotazione, e ricontattare la clientela abituale delle stagioni precedenti, se hai raccolto contatti nel tempo. Chi arriva preparato alla riapertura, con la sala già prenotata dai primi giorni, parte con un vantaggio concreto rispetto a chi riapre e aspetta che i clienti tornino da soli.
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