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Analisi del punto di pareggio per il servizio delivery

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il Aggiornato il 01/07/2026

Perche' il delivery ha bisogno di un'analisi separata

Molti ristoratori aggiungono il servizio delivery senza calcolare se effettivamente genera profitto. Il ragionamento comune e' che il delivery utilizza la cucina gia' esistente e quindi ha costi marginali bassi. In realta', le commissioni delle piattaforme (dal 15% al 35%), il costo del packaging, la preparazione specifica per il trasporto e l'impatto sui tempi della cucina creano una struttura di costi molto diversa dal servizio in sala.

Calcolare il punto di pareggio specifico per il delivery permette di capire se il servizio contribuisce positivamente ai risultati del ristorante o se, paradossalmente, ogni ordine ricevuto genera una perdita.

La struttura dei costi del delivery

Per un'analisi accurata, bisogna identificare tutti i costi specifici del servizio di consegna:

Costi variabili per ordine

  • Commissione piattaforma: e' la voce piu' pesante. Le principali piattaforme applicano commissioni che variano dal 15% al 35% del valore dell'ordine, a seconda del piano scelto:
  • Deliveroo: 15-25% + IVA
  • Glovo: 20-30% + IVA
  • JustEat (marketplace): 14-25%
  • UberEats: 15-30%
  • Food cost: generalmente uguale o leggermente superiore a quello in sala, perche' il delivery richiede porzioni che "viaggino bene", con attenzione a consistenza e temperatura
  • Packaging: contenitori termici, posate monouso, sacchetti, tovaglioli. Costo medio: 1,50-3,50 euro per ordine
  • Etichette e materiale informativo: adesivi, menu inseriti nel sacchetto. Costo: 0,10-0,30 euro per ordine

Costi semi-variabili

  • Personale aggiuntivo in cucina: quando il volume di ordini delivery supera le 15-20 unita' per servizio, potrebbe servire un addetto dedicato alla preparazione e al confezionamento
  • Costo rider (delivery diretto): se il ristorante gestisce la consegna internamente, il costo di un rider e' di circa 4-7 euro per consegna, inclusi carburante e assicurazione

Costi fissi specifici

  • Tablet e connettivita': le piattaforme richiedono un dispositivo dedicato. Costo: 10-30 euro/mese
  • Stampante termica per ordini: investimento una tantum di 100-200 euro
  • Zona di preparazione delivery: se si dedica un'area specifica al confezionamento, c'e' un costo-opportunita' dello spazio

Calcolo del margine per ordine delivery

Vediamo un esempio concreto con un ordine medio di 28 euro su piattaforma con commissione del 25%:

  • Fatturato ordine: 28,00 euro
  • Commissione piattaforma (25%): -7,00 euro
  • Food cost (32%): -8,96 euro
  • Packaging: -2,50 euro
  • Etichette e materiale: -0,20 euro

Margine per ordine: 28,00 - 7,00 - 8,96 - 2,50 - 0,20 = 9,34 euro (33,4% del fatturato)

Confrontiamo con lo stesso ordine servito in sala:

  • Fatturato coperto: 28,00 euro
  • Nessuna commissione: 0
  • Food cost (30%): -8,40 euro
  • Nessun packaging: 0

Margine in sala: 28,00 - 8,40 = 19,60 euro (70% del fatturato)

Il margine del delivery e' meno della meta' rispetto al servizio in sala. Questo non significa che il delivery non convenga, ma impone un volume minimo per coprire i costi fissi aggiuntivi.

La formula del break-even per il delivery

Il punto di pareggio del delivery si calcola dividendo i costi fissi specifici del delivery per il margine di contribuzione per ordine:

BEP delivery = Costi fissi delivery / Margine di contribuzione per ordine

Se il ristorante sostiene costi fissi mensili specifici per il delivery di:

  • Quota personale aggiuntivo (part-time confezionamento): 800 euro
  • Tablet e connettivita': 25 euro
  • Energia aggiuntiva: 75 euro
  • Totale costi fissi delivery: 900 euro/mese

Con un margine di contribuzione di 9,34 euro per ordine:

BEP = 900 / 9,34 = 96 ordini al mese = circa 3,2 ordini al giorno

Dal 97esimo ordine in poi, ogni ordine delivery genera un utile netto di 9,34 euro. Con 200 ordini mensili (media di 6-7 al giorno), l'utile netto del delivery sarebbe: (200 - 96) x 9,34 = 971 euro/mese.

Delivery diretto vs piattaforme: confronto finanziario

Gestire il delivery internamente elimina le commissioni ma introduce nuovi costi:

Delivery tramite piattaforma (modello attuale)

  • Ordine medio: 28 euro
  • Commissione: 7,00 euro (25%)
  • Nessun costo rider
  • Margine variabile: 9,34 euro (33,4%)

Delivery diretto (con rider proprio)

  • Ordine medio: 28 euro
  • Nessuna commissione piattaforma
  • Costo rider per consegna: 5,00 euro (inclusi contributi)
  • Margine variabile: 28,00 - 8,96 - 2,50 - 0,20 - 5,00 = 11,34 euro (40,5%)

Il delivery diretto genera un margine superiore di 2,00 euro per ordine. Ma richiede:

  • Un sistema di ordinazione proprio (sito web o app): 50-200 euro/mese
  • Marketing per attrarre clienti sul canale diretto: 200-500 euro/mese
  • Gestione rider (assunzione, turni, veicoli, assicurazione)

Il delivery diretto diventa conveniente sopra i 150-200 ordini al mese, quando i costi fissi aggiuntivi vengono compensati dal maggior margine per ordine.

Strategie per migliorare la redditivita' del delivery

Aumentare l'ordine medio

L'ordine medio del delivery puo' essere incrementato con:

  • Menu combo: proporre combinazioni (primo + secondo + dolce) a un prezzo leggermente scontato ma con margine complessivo superiore. Esempio: combo a 22 euro con food cost di 6 euro (27%) invece dei singoli piatti acquistati separatamente per 18 euro con food cost di 5,50 euro (31%)
  • Soglia spedizione gratuita: fissare la soglia appena sopra l'ordine medio attuale spinge i clienti ad aggiungere un piatto o un dolce
  • Cross-selling: suggerire bevande, dessert e contorni durante l'ordine

Ridurre il food cost specifico per il delivery

  • Creare un menu delivery ridotto con piatti ad alto margine e che viaggiano bene (evitare piatti che perdono qualita' nel trasporto)
  • Dimensionare le porzioni in modo specifico per il delivery (il packaging puo' far sembrare le porzioni piu' grandi)
  • Utilizzare materie prime che mantengono qualita' e temperatura durante il trasporto

Negoziare le commissioni

Le commissioni delle piattaforme non sono sempre fisse. Con un volume di oltre 100 ordini al mese, e' possibile negoziare una riduzione della commissione del 2-5%. Passare dal 25% al 22% su un ordine medio di 28 euro significa risparmiare 0,84 euro per ordine, ovvero oltre 200 euro al mese su 250 ordini.

KPI da monitorare per il delivery

Per una gestione efficace del servizio delivery, e' essenziale monitorare questi indicatori chiave:

  • Ordine medio delivery: target superiore a 25 euro per garantire margine sufficiente
  • Food cost delivery: da monitorare separatamente dal food cost in sala, target sotto il 32%
  • Costo packaging per ordine: target sotto i 3 euro, idealmente sotto i 2 euro con packaging sostenibile
  • Margine netto per ordine: dopo tutte le spese variabili, target almeno 7-10 euro
  • Tasso di riordino: percentuale di clienti che ordinano piu' di una volta. Un tasso superiore al 30% indica qualita' del servizio
  • Tempo medio di preparazione: impatta sulla soddisfazione e sul rating della piattaforma, che a sua volta influenza la visibilita'

Un monitoraggio attento di questi KPI permette di intervenire rapidamente quando il delivery sta erodendo i margini invece di contribuire all'utile del ristorante.

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Domande frequenti

Quanti ordini delivery servono al giorno per essere in profitto?

Dipende dall'ordine medio, dalla commissione della piattaforma e dai costi fissi specifici del delivery. In media, con un ordine di 25-30 euro e commissioni del 25%, servono almeno 3-4 ordini al giorno solo per coprire i costi fissi aggiuntivi del delivery (personale, tablet, energia). Dal quinto ordine in poi si inizia a generare profitto. Per un ristorante con costi fissi delivery di 900 euro al mese e margine di 9 euro per ordine, il break-even e' a circa 100 ordini mensili.

Conviene di piu' usare le piattaforme o organizzare il delivery diretto?

Le piattaforme offrono visibilita' immediata e gestiscono la logistica, ma le commissioni del 15-35% erodono il margine. Il delivery diretto richiede un investimento iniziale in sito web, marketing e rider ma genera un margine superiore di 1,50-3,00 euro per ordine. La strategia migliore e' un approccio ibrido: usare le piattaforme per acquisire nuovi clienti e poi convertirli al canale diretto con incentivi (sconto del 10% sul primo ordine diretto, programma fedelta').

Le commissioni delle piattaforme sono negoziabili?

Si', soprattutto quando il ristorante raggiunge volumi significativi (oltre 100-150 ordini al mese per piattaforma). E' possibile negoziare riduzioni del 2-5% sulla commissione base. Alcune piattaforme offrono piani con commissioni ridotte in cambio di una maggiore visibilita' nei risultati di ricerca o di esclusivita'. E' consigliabile confrontare le offerte delle diverse piattaforme e usare la concorrenza tra di esse come leva negoziale.

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